Iranian Orthopedic Association – VideoConferenza
10 ottobre
Le conferenze via web si sono diffuse come ben sappiamo durante la
pandemia, ma rimangono ancora un modo molto utile per un confronto
scientifico in parti del mondo difficili da raggiungere nell’attuale periodo storico.
Una riunione scientifica e’ molto importante per evitare l’isolamento, la scienza
deve essere un campo di studio che accomuna, soprattutto la medicina, che al
contrario di quanto sta succedendo nel mondo, ha lo scopo di migliorare o
salvare la vita delle persone.
Sono stato invitate a tenere un webinar sulle caratteristiche e il trattamento
dei Cordomi, durante il Congresso Nazionale della Societa’ Iraniana di
Ortopedia, che si teneva a Teheran dal 7 all’11 ottobre
Il Cordoma e’ il piu’ frequente tumore maligno della colonna vertebrale. Le
caratteristiche di questa malattia sono peculiari e impegnano seriamente il
chirurgo vertebrale oncologico. A dispetto del termine “maligno” questo tumore
provoca metastasi solo molto raramente, ma richiede per la sua cura interventi
estremamente complessi che possono ottenere risultati eccezionali, inclusa la
completa guarigione. Purtroppo molti sono i problemi: la difficoltà a fare
diagnosi, le complicazioni e gli effetti collaterali di questi interventi, la scelta
del trattamento quando purtroppo il tumore si manifesta nuovamente.
Fa molto piacere osservare che una videoconferenza e’ veramente in grado di
annullare le distanze: molti mi hanno fatto domande, tutte molto appropriate.
Winter School in Chirurgia Vertebrale
Istituto Rizzoli, Bologna. 13 novembre
Anche questo anno il Prof. Cesare Faldini, direttore della 1’ Clinica Ortopedica
dell’Università di Bologna ha organizzato questo eccezionale Corso di Chirurgia
Vertebrale, dedicato alla memoria di due pionieri della chirurgia vertebrale
italiana, il prof. Piergiorgio Marchetti e il prof. Alessandro Faldini. Furono due
grandi maestri, sviluppando e insegnando tecniche chirurgiche oggi di uso
comune
Il Corso, tenutosi all’istituto Rizzoli dal’11 al 14 novembre, ha raccolto a
Bologna tutti i chirurghi vertebrali italiani di maggiore esperienza, che si sono
succeduti al podio a tenere lezioni che hanno coperto tutti i diversi campi della
Chirurgia Vertebrale, dalle malattie congenite alle deformità, alle malattie
degenerative, alle infezioni e ai tumori. Ho avuto l’onore di poter presentare
una lezione sull’inquadramento dei tumori primitivi della colonna vertebrale,
cercando nel breve tempo disponibile di mettere i luce gli aspetti piu’ rilevanti.
La maggioranza dei presenti (giovani ortopedici), presumibilmente svolgeranno
la loro attivita’ professionale un reparto di ortopedia e traumatologia, e
avranno poche possibilita’ di incontrare paziente affetto da un tumore osseo
primitivo maligno della colonna vertebrale, poiche’ si calcola che ne insorga
uno all’anno su un milione di abitanti. Penso sia necessario fornire gli elementi
per poterlo riconoscere in modo da evitare un trattamento non corretto,
perche’ ormai sappiamo che il primo trattamento condiziona poi l’evoluzione
della malattia e quindi la qualita’ di vita e la vita stessa del paziente
13’ Congresso della Societa’ Portoghese di Patologia della Colonna
Vertebrale
Peniche 25 ottobre
Peniche, cittadina sull’oceano a circa 100 km a nord di Lisbona, e’ famosa fra i
surfisti per essere fra i migliori siti europei per cavalcare le onde. Nonostante la
temperatura piuttosto rigida, dall’albergo sede del congresso si potevano
vedere numerosi appassionati con le loro tavole fra le onde dell’Atlantico.
Sono stato invitato a partecipare come ospite straniero ai lavori della Societa’
Portoghese di Patologia della Colonna Vertebrale. L’argomento che mi e’ stato
chiesto di discutere e’ come scegliere il trattamento di una Metastasi
Vertebrale. Il nostro punto di vista, che abbiamo ripetutamente pubblicato, e’
un ragionamento basato sulla conoscenza delle caratteristiche della specifica
lesione nello specifico paziente, sempre confrontando la valutazione del
chirurgo con quella dell’oncologo e del radioterapista, senza trascurare
l’opinione dell’anestesia circa le condizioni generali del paziente. E’ sempre piu’
importante inoltre confrontarsi con le attese del paziente e con le sue scelte. I
pazienti sono sempre piu’ informati (o, a volte, mal-informati) da quanto
leggono sul web. Questo accresce il nostro impegno: per consentire al paziente
di fare una scelta occorre far bene comprendere le possibilita’ e i limiti delle
diverse cure, perche’ i risultati che si possono ragionevolmente ottenere,
spesso non corrispondono alle attese
Spine Tumor Center (NTUH) Symposium
Taipei 2 novembre
Riunione scientifica organizzata dal centro di chirurgia vertebrale oncologica di
Taipei, la capitale di Taiwan. Una giornata dedicata al trattamento dei tumori
primitivi e secondari. Sono stato invitato per presentare la nostra esperienza
nel trattamento dei tumori primitivi.
E’ abitudine molto piu’ frequente in oriente che nel nostro paese di invitare
chirurghi con lunga attivita’ professionale alle spalle per trarre dall’esperienza
spunto per evitare gli errori compiuti e trovare soluzioni avanzate basandosi su
quanto gia’ acquisito. Purtroppo questa strategia dalle nostre parti e’ poco
diffusa.
Volendo quindi invitare due “anziani” esperti di tumori primitivi vertebrali,
hanno invitato oltre a me, il famosissimo Katsuro Tomita, da Kanazawa,
Giappone, che ho avuto il piacere di incontrare dopo molti anni. Tomita negli
anni novanta sviluppo’ una tecnica di resezione in blocco dei tumori vertebrali
che porta il suo nome. In quegli anni abbiamo avuto spesso occasione di
incontrarci e di confrontarci. Anche il mio gruppo aveva infatti iniziato a curare
i tumori vertebrali con tecniche di resezione in blocco, mettendo a punto un
approccio e una standardizzazione diversa da quella di Tomita, perche’ la
nostra prospettiva era ed e’ di adattare la tecnica chirurgica al singolo paziente
e non a usare la una tecnica piu’ o meno simile per tutti i casi. Oggi la
resezione in blocco dei tumori vertebrali e’ eseguita egregiamente in moltissimi
centri in tutto il mondo.
Vedete nella foto come siamo ora e nell’altra come eravamo nel 1994, quando
durante una delle mie visite a Kanazawa mettevamo a confronto i nostri punti
di vista.
La discussione in sala e’ stata molto vivace, con tante domande cha hanno
consentito sia a Tomita che a me di chiarire le nostre tecniche