Dr. Stefano Boriani

Didattica e di discussione casi clinici Ospedale Centrale di Jiangmen

Una settimana di attività didattica e di discussione casi clinici, invitato dall’Ospedale Centrale di Jiangmen.

Jiangmen è una città di circa 4 milioni di abitanti, nel sud della Cina, alcune centinaia di chilometri a nord di Macao.
L’ ospedale più importante è un vasto complesso di costruzioni di diverse epoche. Venne fondato nel 1912 da una organizzazione assistenziale canadese. Oggi ha oltre 3000 letti e tutte le attrezzature più moderne.
 
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Il reparto di chirurgia vertebrale, diretto dal Prof. Yuan Xiangwei , svolge un ottimo lavoro nel campo della patologia degenerativa, utilizzando tutti gli strumenti attuali (microscopio, navigatore, robot), ma non ha specifica esperienza nel campo dei tumori vertebrali, che vengono trasferiti spesso a Guangzhou, la maggiore città della provincia, dove è operativo da anni il centro di tumori vertebrali oggi diretto dal Prof Li Haomiao, che si è formato per un anno e mezzo di fellowship da noi in Italia.
Il Dr. Zhaozong Fu, collaboratore di Yuan e designato a occuparsi del trattamento dei tumori vertebrali, sta seguendo lo stesso percorso di Li Haomiao. Ha frequentato il Rizzoli per oltre sei mesi lo scorso anno e ora sta iniziando a mettere in pratica i nostri insegnamenti.
In questi giorni, dopo le usuali cerimonie e manifestazioni di reciproca stima, ho presentato la nostra lunga esperienza nel trattamento dei tumori vertebrali e in particolare del Cordoma. Peraltro due casi di questa rara malattia erano presenti in reparto ed è stato possibile pianificarne il trattamento.

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XVI JORNADAS HISPANO LUSAS DE COLUMNA

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Giugno 2024

Sono stato invitato, unico non proveniente dalla penisola iberica, a parlare  di chirurgia delle metastasi vertebrali, all’incontro di chirurgia vertebrale fra chirurghi spagnoli e portoghesi in una zona molto bella, la Galizia. Di certo non la stagione migliore per una vacanza, ma qui, sulla costa atlantica, il tempo cambia spesso, pur rimanendo sempre esposto ai venti settentrionali.
La stagione inclemente ha ancor di piu’ riempito la sala e reso interessanti le discussioni. In questo periodo si assiste ad una variazione importante delle indicazioni terapeutiche. Grazie a i progressi della medicina oncologica e della radioterapia, le chirurgia puo’ essere infatti meno aggressiva o minivasiva, oppure del tutto non considerata. La scelta deve assolutamente essere fatta da specialisti di queste tre branche caso per caso, valutando i pro e i contro delle singole opzioni e soprattutto la validita’ di combinare i diversi trattamenti. E’ seguita una ampia discussione, dopo molte domande pertinenti e dopo aver sottolineato l’importanza dei nuovi materiali chirurgici che non contenendo titanio,ma solo carbonio sono meglio compatibili con la radioterapia

L’utilizzo di un sistema in fibra di Carbonio Carboclear x Prospettive future

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5° Congresso Nazionale SICV&GIS, la società’ scientifica che riunisce chirurghi vertebrali di origine ortopedica ma anche neurochirurgia. Sono stato invitato ad un dibattito sul trattamento dei tumori vertebrali. La mia relazione, dal titolo:
Cosa si deve fare
Era prevista in contraddittorio con la contro-relazione: Cosa NON si deve fare, proposta dal mio collega dr.Luzzati, grande esperto di tumori ossei. E’ stato un dibattito molto interessante, con una attenta partecipazione dei congressisti.
 

Il mio  impegno e’ stato relativo ad esporre le caratteristiche tecniche e operative di una strumentazione innovativa per la fissazione delle vertebre in previsione della combinazione fra chirurgia e radioterapia  Si tratta di barre e viti completamente in fibra di carbonio (come le auto sportive  aerei moderni). La totale assenza di titanio annulla le interferenze e rendo piu’ efficace la radioterapia, indispensabile completamento della cura

 
 
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E’ stato bello poi assistere alle altre sessioni del congresso assieme a mio figlio Luca, che lavora con impegno e successo al Rizzoli 

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Intervento chirurgico a Tel Aviv

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Intervento Chirurgico in Israele

Domenica 10 dicembre. Intervento chirurgico a Tel Aviv.
Da molti anni sono consulente di alcuni ospedali israeliani per interventi chirurgici su tumori ossei della colonna vertebrale. In una popolazione di circa 7 milioni di abitanti il numero annuale di nuovi tumori ossei vertebrali può raggiungere qualche decina, quindi anche chirurghi vertebrali di ottima levatura non possono raggiungere una esperienza sufficiente. Circa un mese fa è stato osservato il caso di un voluminoso cordoma del sacro. Un tumore che richiede una resezione chirurgica in un unico blocco. Un intervento piuttosto difficile per il rischio di danni alle strutture nervose e vescicali e anche per il fatto che questo tumore, di consistenza molle e gelatinosa, se manipolato senza la dovuta prudenza, può frammentarsi, evento che inevitabilmente viene seguito dalla ripresa della crescita locale che comporta una prognosi infausta. Sono così stato invitato a far parte dell’equipe chirurgica. Un invito che ho naturalmente accettato, nonostante la crisi in corso. L’intervento è riuscito bene. Il tumore (del peso di circa 2 chilogrammi) è stato rimosso secondo le regole oncologiche e la paziente: un signora di una sessantina d’anni che, già due giorni dopo l’intervento, cammina senza danni residui. Ovviamente, per essere certi della guarigione bisognerà aspettare diversi anni, ma intanto potrà vivere una vita piena senza danni funzionali,
Per quanto ho potuto vedere, la situazione a Tel Aviv è apparentemente normale, anche se si avverte tensione e apprensione e il traffico è meno intenso del solito. I miei colleghi sono naturalmente molto addolorati per le perdite di vite da entrambe le parti e per i figli impegnati in guerra.

Visiting Professor – settimana Accademica in Cina

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Sono stato Visiting Professor in due ospedali Cinesi interessati a sviluppare centri super specialistici per la diagnosi e la cura dei tumori spinali
In questo link potete vedere il video e leggere il diario delle giornate trascorse che mi hanno visto presente in diverse  attività.
Mi ha fatto piacere che diversi media nella provincia di Henan abbiano dato risalto all’evento.
Sono stato intervistato e ho evidenziato quanto una cooperazione, basata  su scambi clinici e accademici, può consentire una maggiore conoscenza di queste malattie molto rare e quindi una più alta qualità nel trattamento dei pazienti con tumore spinale.
Ho visitato i Dipartimenti di Chirurgia vertebrale di Dongguan e Zhengzhou. Ci siamo confrontati sulla possibilità di applicare la tecnica di ablazione a microonde nel trattamento tumori spinali metastatici, la tecnica di resezione en bloc per i tumori  primitivi, sulle possibilità del trattamento medico oncologico dei tumori a cellule giganti dell’osso.
E’ stata messa in evidenza l’importanza di avere accesso a servizi medici di livello mondiale per le malattie della colonna vertebrale, senza che sia il paziente a dover viaggiare per trovare centri di alta esperienza
Vivendo all’interno della organizzazione sanitaria Cinese ho partecipato ad attività ambulatoriali discutendo con i miei colleghi le possibili opzioni diagnostiche e terapeutiche nella realtà tecnologica e sociale cinese
In sala operatoria ho osservato interventi di altissima difficoltà eseguiti con grande perizia
– Ho tenuto diverse conferenze sul tema dell’imaging e la stadiazione di vari tumori ossei vertebrali, mettendo in evidenza l’importanza dei principi basilari dell’ oncologia sui quali basare la scelta chirurgica. Ho poi spiegato come pianificare ed eseguire la resezione in blocco nella colonna vertebrale, inclusi alcuni suggerimenti e trucchi per passaggi specifici per ottenere il miglior risultato ed evitare complicazioni.
– infine ho tenuto una conferenza di tre ore, esponendo i risultati della mia esperienza di più di trenta anni nel trattamento dei tumori spinali evidenziando anche l’importanza del lavoro di gruppo e della collaborazione multispecialistica

Come proseguimento di una collaborazione già avviata molti anni fa abbiamo pianificato studi e ricerche e portato a compimento un primo articolo, sottoposto ora all’approvazione della redazione di una importante rivista scientifica.

Nell’ambito di questa collaborazione continueranno i periodi di studio e osservazione di giovani chirurghi cinesi in centri italiani sotto la mia supervisione

Visiterò nuovamente la Cina a settembre e, come sempre, avrò piacere di condividere con voi quella che sarà una nuova esperienza lavorativa e personale.

World-Class Master for Spinal Tumor

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Il World-Class Master for Spinal Tumor Prof. Boriani’s

A questo LINK potete vedere il video

World – class Master for spinal Tumor China Tour 2023 evidenzia il legame professionale inerente al rapporto che, da diversi anni, prosegue tra me e l’ambito medico della Cina Una fiducia consolidata nel corso degli anni. Il 13 maggio sarò a Guangzhou in qualità di visiting professor
Trascorrerò la prima settimana lavorando nel Dipartimento di Ortopedia III dell’Ospedale del Popolo di Dongguan, e la seconda settimana nei Dipartimenti di Chirurgia Spinale dell’Ospedale di Ortopedia di Zhengzhou. La mia attività nei due ospedali includerà consulenza ambulatoriale, giro di reparto, discussione di casi, guida e pratica chirurgica, formazione sulla gestione del reparto e lezioni pubbliche per il tumore spinale. Insieme ai suddetti ospedali costruiremo un Centro di comunicazione sino-euro per i tumori ossei e un Centro di comunicazione sino-euro per i tumori spinali.

Ripartenza dei Congressi Medico-Scientifici

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Riprendono i congressi in presenza

Finalmente si ricomincia a scambiare esperienze ed opinioni guardandoci negli occhi invece che davanti ad uno schermo. In questi due anni l’aggiornamento è proseguito attraverso le pubblicazioni, soprattutto diffuse online: tutte le riviste scientifiche hanno una versione digitale, quella cartacea ormai va scomparendo. Ma il confronto diretto è un’altra cosa, consente di scambiarsi anche sensazioni ed impressioni che hanno per me grande validità, al di là della significatività scientifica che si basa su dati e percentuali.

A fine mese a Madrid sono invitato a parlare al congresso organizzato dalla rivista scientifica europea più quotata nel campo della chirurgia vertebrale (European Spine Journal). Devo parlare di un tema delicato, che non piace a nessuno, cioè le Complicazioni della Chirurgia dei Tumori vertebrali. Nessun chirurgo vuole avere complicazioni, ma purtroppo non si può ignorare che possono capitare a tutti. Oscar Wilde scriveva che “Esperienza è il nome che diamo alla somma dei nostri errori” Sapendo questo è fondamentale analizzare perché le complicazioni si verifichino, in quali condizioni è più facile fare errori e quindi mettere in atto tutte le modalità per prevenirli.

E’ un processo serio e impegnativo che richiede una valutazione critica dei propri risultati e il confronto con i risultati ottenuti in altre parti del mondo.

Questo congresso ha per titolo “Meet the Expert” (incontra, discuti con l’esperto). Io mi trovo, come direbbe Dante “sesto fra cotanto senno” a parlare accanto ai maggiori esperti mondiali e mi sto preparando per esserne all’altezza.

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Intervento di vertebrectomia a Tel Aviv

Un viaggio a Tel Aviv diverso, ma con buoni risultati

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Nella mia vita ho trascorso molti giorni, ritenuti festivi in sala operatoria e spesso all’ estero, ma
questa volta è stata un’esperienza molto diversa dalle altre.
In questo momento in cui è presente il coronavirus, viaggiare non è facile. C’è una sorta
di tensione nell’aria.. fra persone che hanno paura del contagio, persone che pensano che il virus
non esista e regole che spesso sono difficili da applicare e variabili da contesto a contesto, in
rapporto alla autorità che vige.
In un volo le assistenti erano chiuse in un camice da testa a piedi con guanti e protezione del volto,
in un altro volo erano vestite normalmente, con solo una banale mascherina da sala operatoria, di
dubbio significato protettivo. Ai controlli di sicurezza il personale era teso e scontroso… è stato
molto difficile mantenere la calma in più di una occasione.
Per fortuna però, nonostante tutti questi problemi l’intervento è andato bene, nonostante fosse
una difficile vertebrectomia in blocco di L2 in una signora di 71 anni per un Cordoma.
Abbiamo lavorato bene, ben affiatati, con un ottimo supporto da parte dell’equipe degli
anestesisti. Come avevo già scritto, ci conosciamo bene. Ho rapporti di collaborazione e amicizia
con 4 chirurghi vertebrali e con le loro equipe, in diversi ospedali, qui in Israele. Io faccio il
consulente: mi piace fare il consulente e credo di saperlo fare bene. E’ il chirurgo responsabile del caso che opera assieme alla sua equipe, io sono “lavato” con loro e ogni tanto dò un suggerimento o discuto una scelta, intervengo in caso di bisogno. E’ da sempre il mio modo di insegnare. Credo che aiuti a crescere, senza l’oppressione creata da chi arriva e ti mostra come si fa una cosa poi se ne va.
I risultati poi si vedono. Questi sono ottimi chirurghi, fanno chirurgia vertebrale di altissimo livello, ma non vedono ovviamente molti tumori, vista la rarità di queste malattie. Quelle due-tre volte l’anno può essere utile avere qualcuno che ricorda loro alcuni dettagli. Ma sono del tutto
autonomi e la mia è sono un’amichevole presenza di supporto e tranquillità.
Per accondiscendere alle regole imposte, sono rimasto isolato in ospedale dall’arrivo alla partenza, dormendo in una confortevole foresteria. I miei amici, sapendo quanto vado ghiotto di humus,  hanno fatto in modo di farmelo trovare alla fine dell’intervento.

Ferragosto a Tel Aviv…….. in sala operatoria

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Da oltre vent’anni vengo chiamato per consulenze chirurgiche in Israele per casi particolarmente gravi di tumori vertebrali.

E’ fondamentale combinare la mia esperienza in questo ristretto campo della chirurgia con l’altissimo livello di tecnologia e di preparazione professionale dei chirurghi e degli anestesisti locali.

Ci sono stati anni nei quali mi son recato più volte in Israele.

Non di rado mi sono trovato in momenti difficili della storia di questo paese: il primo giorno della seconda guerra del golfo, la seconda intifada, e, un estate di diversi anni fa, il ritiro da Gaza, accompagnato da tensioni sociali fortemente avvertibili.

Anche quest’anno la situazione non è delle più semplici, in quanto Israele è ancora in una fase difficile della lotta al COVID e l’ingresso degli stranieri non sarebbe consentito.

Per permettermi di eseguire questo delicatissimo intervento di vertebrectomia per tumore maligno, stanno preparando un complesso programma sotto il controllo del ministero della salute israelian.

Dovrò effettuare un test alla partenza e all’arrivo. Una volta sceso dall’aereo, sarò prelevato da ufficiali del ministero e condotto attraverso percorsi obbligati senza poter avere contatti con cittadini israeliani al di fuori della equipe dell’ospedale. Dormirò in ospedale, dove avrò uno spazio isolato e, dopo l’intervento (che avrà una durata di almeno 14 ore), verrò ricondotto immediatamente all’aeroporto per il reimbarco e il rientro in Italia.

Non proprio una vacanza di ferragosto, ma so di essere circondato da ottimi professionisti con l’obiettivo di provare a curare una difficile patologia e mi fa piacere poter pensare di dare una mano a questo fine.

Chirurgia mininvasiva, quali sono i vantaggi e i rischi

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Oggi si parla sempre di più di chirurgia mininvasiva. I vantaggi sono palesi, in tutte le specialità chirurgiche, e dipendono dalla combinazione di strumenti e attrezzature sempre più sofisticate (e ovviamente costose) e dall’abilità specifica del chirurgo, che deve avere dedicato molti anni ad acquisire la necessaria competenza specifica e manualità.

Quali sono gli interventi di chirurgia mininvasiva in chirurgia vertebrale?

Nel campo della chirurgia vertebrale gli interventi che possono essere eseguiti con tecniche mininvasive sono molti. 

  • L’intervento di ernia del disco può essere eseguito in artroscopia: proprio così, come operare un menisco del ginocchio. Nessuna incisione, solo una cannula che contiene ottica e strumenti di lavoro. Facile comprendere che il ricovero si possa concludere in giornata.
  • Molte artrodesi lombari possono essere eseguite mediante piccole incisioni, sia per le consuete vie d’accesso posteriori che per vie d’accesso anteriori, attraverso l’addome, passando dietro le strutture peritoneali. Il paziente si alza il giorno dopo, il dolore post-operatorio è meno intenso.

Ma in medicina nulla è più rischioso del trionfalismo e della presunzione che tutto debba sempre necessariamente andare bene, soprattutto quando vengono usate espressioni come: tecniche mininvasive, robotica, realtà aumentata.

I rischi chirurgici infatti rimangono gli stessi della chirurgia convenzionale “aperta”, anzi, a fronte dei maggiori vantaggi ai quali ho fatto cenno, corrispondono tutti i rischi di una tecnica difficile e di una tecnologia molto sofisticata.

Il concetto da tenere sempre presente è che le tecniche mininvasive sono un mezzo, non un fine. Il fine è la cura della malattia secondo i criteri definiti dagli studi scientifici e dall’esperienza. Se questi risultati si possono ottenere con minore danno sui tessuti, con incisioni più piccole, con mezzi ottici, con il robot, con la realtà aumentata, questo allora è vero progresso. Ma quotidianamente capita di osservare situazioni nelle quali la tecnica mininvasiva non ha ottenuto il risultato voluto. E’ necessario a mio parere che il paziente al quale viene proposto un intervento mininvasivo con le tecniche più moderne, discuta dettagliatamente con il chirurgo vantaggi e svantaggi della tecnica proposta, soprattutto nella prospettiva della cura della malattia. Questo a mio parere è tanto più vero quanto più ci si addentra nel campo di patologie quali quelle tumorali nelle quali esistono esperienze trentennali che hanno validato con risultati a lungo termine la necessità di seguire precisi protocolli di cura. E’ condivisibile e auspicabile applicare gli stessi criteri con tecniche mininvasive e con l’ausilio della robotica e della realtà virtuale