3 consigli utili per affrontare #iorestoacasa

Coronavirus

Come affrontare questo lungo periodo di #iorestoacasa

Speravamo tutti che il #iorestoacasa fosse più breve, invece ci ritroviamo a chiederci: fino a quando?
Dovrebbe venirci in mente quante volte ci siamo proposti di fare quella e quell’altra cosa, il giorno che saremmo riusciti a stare finalmente un momento in casa, invece che correre tutto il giorno.
Ma io dovrei occuparmi di colonna vertebrale: vedo però che in giro ci sono già tanti esperti che danno consigli più che validi, tutti basati sulla opportunità di fare movimento.

3 consigli utili:
  1. I più fortunati (e anche i meno pigri) hanno in casa un tapis roulant. E’ l’ora di usarlo, a passo veloce, non occorre correre, per muovere e rinforzare i muscoli spinali ed impedire che si indeboliscano. Stiamo molto in poltrona. ovviamente, e questo costringe la colonna vertebrale in una posizione poco favorevole, che mette in tensione dischi e legamenti e può provocare un fastidioso senso di affaticamento, di dolorabilità che a volte si estende anche alle gambe.
  2. La cyclette non è il meglio per la colonna vertebrale, mentre è utilissima per chi ha artrosi alle ginocchia e alle anche. Per chi ha problemi alla colonna vertebrale, sempre meglio una cyclette con l’appoggio per la colonna, che faccia quindi pedalare in orizzontale, o quasi.
  3. Mi raccomando, se dovete prendere un antinfiammatorio, evitate il Brufen e i composti a base di ibuprofene. Sulla base di alcune ricerca scientifiche sembra che l’effetto possa alterare la risposta immunitaria e conseguentemente favorire quasto virus che ha ancora una forte diffusione.

Un saluto affettuoso a tutti  

La ricostruzione della colonna vertebrale dopo interventi per tumori

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Parliamo della ricostruzione della colonna vertebrale dopo la rimozione chirurgica di un tumore

Sono comparse recentemente delle considerazioni su questo argomento anche sulla stampa non specializzata. La ricostruzione della colonna vertebrale dopo la rimozione chirurgica di un tumore è un problema in discussione da molti anni, fin da quando negli anni settanta dello scorso secolo si iniziò a operare su queste malattie con criteri scientifici e oncologici.

I primi mezzi di ricostruzione furono gli innesti, cioè segmenti di osso prelevato da cadavere e congelati (attenzione a non confondere con i “trapianti” termine che definisceil trasferimento di organi vitali da vivente a vivente).

Un vero e proprio “trapianto” non ha alcuna attinenza con le ricostruzioni vertebrali, a meno che non si utilizzi un segmento osseo dello stesso paziente con una anastomosi microvascolare: in questo caso si tratta di “auto-trapianto”, ma è una tecnica che richiede lunghi tempi e supercompetenze microchirurgiche.

Visti gli insuccessi dell’uso di solo osso, si iniziò a proteggere l’osso durante la fase di attecchimento con impianti metallici, prima in acciaio, poi in titanio. Gli impianti in titanio, oggi ancora lo standard, sono però incompatibili con le tecniche più avanzate di radioterapia (proton therapy o carbon-ion therapy).

La nuova frontiera è l’uso della fibra di carbonio (come negli aerei e nelle vetture sportive): si tratta di un materiale radiotrasparente, invisibile ai raggi x, più performante del titanio sul piano meccanico e del tutto compatibile con tutte le forme di radioterapia. Ovviamente l’innesto osseo, meglio se prelevato dallo stesso paziente, è sempre utile per ottenere una fusione ossea completa e viene associato agli impianti in carbonio. Il nostro scopo non è solo ottenere la guarigione dal tumore, ma consentire anche una buona qualità di vita.

IMS 2019 – International Musculoskeletal Society

2019 Annual Meeeting

ims-Stefano-Boriani

Luglio inizia con impegni molto intensi:  prima di tutto a Pechino perchè sono stato convocato dalla Commissione Governativa Cinese sui dispositivi e gli impianti vertebrali, per esprimere la mia opinione circa i sistemi di stabilizzazione vertebrale costruiti in fibra di carbonio.

Ho a disposizione un’ora per esporre il mio punto di vista, ovviamente necessariamente basato su dati e immagini.

Sulla via del ritorno è prevista una deviazione verso il Libano in quanto sono stato invitato a Beirut, in uno dei congressi più importanti del Medio Oriente: il 12 meeting della IMS (International Musculoskeletal Society), con la collaborazione della North American Spine Society (NASS) una delle  più accreditate società scientifiche per lo studio delle patologie della colonna vertebrale.

Sarà molto impegnativo perchè avrò una lezione magistrale al corso pre-congressuale per i giovani chirurghi, varie dimostrazioni pratiche e cinque interventi durante il congresso.

Stefano Boriani e il Dr. Guo Wei
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Riunione in corso durante la quale ho parlato discutendo la validità degli impianti in carbonio
Foto di gruppo docenti e allievi del corso di aggiornamento pre-congressuale per giovani chirurghi
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Stefano Boriani con uno specializzando iracheno
Stefano-Boriani
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Stefano Boriani con tre chirurghi uno del Libano, uno del Kuwait ed uno dell'Iran

Presidential Guest Lecture

Sono stato a New York, invitato a tenere la Presidential Guest Lecture della MSTS (Musculo Skeletal Tumor Society)

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La MSTS è una delle più importanti società scientifiche mondiali per lo studio dei tumori dello scheletro, che include fra gli associati oncologi medici, radioterapisti, chirurghi e ricercatori di base.

E’ ritenuta una delle associazioni più autorevoli. Ad essa si fa riferimento non solo per indirizzi scientifici e terapeutici, ma anche per la definizione delle politiche assistenziali per i pazienti affetti da neoplasie dell’osso e delle parti molli. Le attività includono sia riunioni scientifiche che studi riguardanti tutte le neoplasie degli arti, del tronco e del bacino, dalle forme benigne fino ai sarcomi.

La Presidential Guest Lecture è un grande attestato di stima nei miei confronti: è la conferenza che viene tenuta per invito diretto del Presidente del Congresso.

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In altre parole ho potuto parlare 45 minuti in un congresso dove tutti parlano 6 minuti.
E’ stato un grosso impegno. L’argomento era il trattamento dei tumori maligni della colonna vertebrale, un campo che conosco molto bene poichè ci lavoro ormai da oltre trenta anni.

Tuttavia presentare il mio lavoro, in inglese e cercando di evitare una eccessiva auto-referenzialità non è stato compito facile, anche perchè la platea che avevo di fronte era di chirurghi oncologi esperti.

Sono stato gratificato da un forte interesse, molte domande e tanti complimenti. Sono anche felice del fatto che sia stata apprezzata la passione che metto nell’affrontare questi problemi, non solo in campo scientifico, ma anche umanamente.

Quest’ultimo è sempre il complimento che apprezzo di più.

Stefano Boriani

 

Stefano Boriani con Joseph Benevenia Presidente della Società MSTS
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Conferenze e analisi di casi complessi in diversi ospedali della Cina

La chirurgia dei tumori vertebrali primitivi si sta sviluppando rapidamente in Cina. Anche neoplasie così rare, che si manifestano in circa 5-8 persone su milione di abitanti per anno, raggiungono numeri importanti in una popolazione di quasi 2 miliardi di persone.

Così chirurghi, giunti inesperti a visitare il nostro reparto alcuni anni fa, hanno potuto eseguire al loro ritorno in patria, mettendo in atto le tecniche apprese da noi, un numero di casi del tutto ragguardevole.

Il rapporto di collaborazione si è mantenuto e gli inviti in Cina a discutere risultati e rivedere le tecniche sono molto frequenti. Nei primi giorni di dicembre sono stato invitato a visitare il reparto di chirurgia vertebrale del Zhongshan Hospital di Shanghai diretto dal Dr. Dong Jian e a tenere alcune conferenze anche al Spine Tumor and Deformity Summit Forum organizzato sempre a Shangai dal  Changzheng Hospital (diretto da Dr.Xiao Jianru).

Pochi giorni dopo sono stato invitato invece a Changsha, città in forte sviluppo a due ore di aereo a ovest di Shanghai per partecipare con due relazioni al Xiangya International Spine Forum, manifestazione organizzata dal Dr. Zhang Hongqi

La partecipazione a queste letture è sempre stata molto attenta e la discussione vivace, a conferma dell’interesse a questi temi in forte sviluppo.

Congresso Finlandense di Ortopedia

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Sono stato invitato a tenere una conferenza al Congresso Finlandense di Ortopedia, invitato dal Dr. Jarkko Halme che frequentò il Rizzoli alcuni anni fa come Fellow nell’ambito del programma di insegnamento di AOSpine.
Ora Jarkko lavora come chirurgo vertebrale all’ospedale universitario di Kuopio, a est di Helsinki
Sono stato invitato a parlare della mia esperienza nel trattamento dei tumori primitivi maligni della colonna vertebrale. Sono malattie che nella popolazione finlandese di soli 6 milioni di abitanti sono di rarissima osservazione, ma proprio per questo è indispensabile averne una conoscenza per evitare di confonderli con le più frequenti metastasi. Un errore che può costare molto caro al paziente..

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Congresso-Finlandense-Ortopedia
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In quest’ultima foto la cena al Savoy, il più famoso ristorante di Helsinki, in un ambiente disegnato da Alvar Aalto, famosissimo architetto finlandese. Anche il congresso si svolgeva nella Finlandia Hall, all’interno di un altra famosa opera di Aalto.

Mesi intensi di collaborazioni scientifiche

Ottobre e Novembre, due mesi intensi di collaborazioni scientifiche

Journal of Spine Surgery

Con immenso piacere sono stato invitato ad entrare nell’Editorial Board del Journal of Spine Surgery (JSS), la rivista scientifica australiana più importante di chirurgia vertebrale.
Sono così a 4 le riviste delle quali sono redattore (le altre: Spine, European Spine Journal, Lancet Oncology), mentre occasionalmente altre riviste minori mi chiedono una revisione degli articoli a loro inviati. Si tratta di incarichi importanti, puramente onorifici e non retribuiti, che consentono però di rimanere aggiornati sulla ricerca scientifica.

Memorial Sloan Kettering Cancer Center – New York

10-12 ottobre: Simposio internazionale sulle patologie oncologiche al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, dove ho avuto il piacere di ritrovare il Dr. Nicola Fabbri. Questo ospedale, insieme al suo centro di ricerca, è una tra le maggiori istituzioni mondiali per la cura dei tumori.

Buda Spine Center

Collaborazione scientifica e rapporti personali:
incontrarsi per discutere di casi clinici e collaborare per migliorare sempre più le tecniche chirurgiche può sviluppare una stima reciproca che può diventare una vera amicizia. E’ quello che è successo nel corso degli anni fra me e il Prof. Peter Pal Varga, direttore del Buda Spine Center, il più importante centro di chirurgia vertebrale del centro e dell’est europeo, un centro divenuto un punto di riferimento mondiale nella cura dei tumori del sacro.
La collaborazione scientifica, partita da ricerca clinica sui risultati delle nostre tecniche chirurgiche, si è sviluppata con lo scambio di giovani chirurghi e poi con l’organizzazione di eventi scientifici congiunti.
Il primo Bologna- Budapest Spine Meeting ebbe luogo sei anni fa a Bologna. Fra dieci giorni a Budapest si svolgerà il sesto congresso, Bologna è stata sostituita da Milano, la collaborazione con il Rizzoli sostituita con la collaborazione con l’istituto Galeazzi nel quale oggi lavoro. L’organizzazione si è allargata con la partecipazione anche dell’università di Basilea: è il BMBS (Budapest/Milano/Basilea Spine) meeting.

BMBS

Il BMBS (Budapest/Milano/Basilea Spine) meeting si apre il 10 novembre con una breve prolusione dei presidenti del congresso: il Prof. Peter Pal Varga, organizzatore locale, la Dr.ssa C.Netzer in rappresentanza dell’università di Basilea e io. Argomenti del congresso il trattamento dei Tumori della colonna vertebrale, con particolare riferimento alla qualità di vita che fa seguito agli interventi necessari per la cura della malattia, e gli aspetti della Chirurgia Vertebrale specifici nelle patologie dell’anziano. Si tratta di argomenti di grande interesse. Il trattamento chirurgico dei tumori vertebrali è spesso associato a limitazioni funzionali giustificate solo dalla possibilità di guarire da una malattia altrimenti mortale. La chirurgia della colonna nelle persone anziane deve tenere conto non solo dei problemi locali (fragilità ossea, deformità artrosiche e osteoporotiche) ma anche di problemi sistemici (insufficienza cardio-vascolare, suscettibilità alle infezioni, processi metabolici più lenti).